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November 20 Qualcosa sta accadendo
Qualcosa sta accadendo...
...che non riusciamo ad interpretare (articolo di Francesco Lamendola) Un uomo, a Guidonia, a pochi chilometri da Roma, si barrica in casa, mina le scale, appicca il fuoco ad alcune taniche di benzina per attirare l'attenzione dei passanti e comincia a sparare su di essi, dal terrazzo, con metodo e precisione. Si chiama Angelo Spagnolo ed è un ex tiratore scelto dell'esercito: spara tutti i caricatori della carabina e della pistola; fa fuoco anche sui soccorritori delle prime vittime. Alla fine, un morto ed otto feriti restano sulla strada, immersi nel sangue. Dal momento che si tratta di un esperto di armi e che ha mirato alla testa delle sue vittime per essere sicuro di ucciderle, poteva anche andare peggio. Nei campus degli Stati Uniti d'America, ove queste forme di furia omicida sono relativamente frequenti, si è arrivati anche a più di 20 morti in una sola volta. Tutti i vicini descrivono l'assassino come un uomo assolutamente tranquillo, che non ha mai dato segni di squilibrio. Capitano a riposo, dopo la separazione della moglie - dalla quale aveva avuto una figlia - vive con la madre, che ha rinchiusa in cantina prima di dare inizio alla strage. Una strage meticolosamente programmata, a quanto pare: nessun dettaglio è stato lasciato al caso, nessun gesto è stato improvvisato. Ogni cosa è stata studiata e pianificata con geometrica precisione. In particolare, l'incendio delle taniche di benzina era la trappola destinata a far cadere il maggior numero di vittime, sfruttando proprio il senso altruistico dei passanti: alcuni, vedendo le fiamme levarsi da quel terrazzo, si sono fermati e hanno citofonato proprio per avvertire del pericolo. Studiando il suo piano con diabolica astuzia, Spagnolo ha puntato ad uccidere quanti più innocenti poteva: solo dopo aver sparato l'ultima cartuccia, si è deciso ad arrendersi. Gli agenti che l'hanno arrestato riferiscono di un uomo impassibile, dallo sguardo stralunato, il quale sembra non rendersi conto di quanto ha compiuto. Questo è solo uno dei fatti di cronaca che, sempre più spesso, leggiamo sui giornali o ascoltiamo al telegiornale. Fino a qualche anno fa, episodi del genere appartenevano a un “altro mondo”: accadevano negli Stati Uniti d'America dove, si sa, tutto corre più in fretta e vigono meccanismi sociali e psicologici molto diversi da quelli europei. Ricordate il film Un giorno di ordinaria follia, girato nel 1993 da Joel Schumacher (titolo originale Falling down) e magistralmente interpretato da Michael Douglas nella parte del neo-disoccupato William Foster? Paolo Mereghetti così ne delinea l'assurda e drammatica vicenda: “Persa la moglie (Hershey) ed il lavoro, per William Foster (Douglas) un ingorgo stradale in una Los Angeles torrida è la goccia che fa traboccare il vaso. Negozianti coreani, delinquenti ispani, nazisti (Forrest) e boriosi giocatori di golf: nulla si sottrae alla sua furia, che verrà fermata solo da un poliziotto (Duvall) all'ultimo giorno di servizio.. Una buona idea - quella dell'uomo solo e incravattato che attraversa a piedi la megalopoli-giungla, sceneggiato da Ebbe Roe Smith - ed un'esecuzione in rischioso equilibrio tra il grottesco e la sociologia spicciola.” Allora si parlò di una allegoria della furia della classe media, sempre più frustrata e incattivita dalla recessione economica e dai meccanismi spersonalizzanti della società di massa. Oggi che simili fatti accadono ovunque, anche nei nostri paesotti di provincia, non siamo più tanti sicuri che si possano spiegare in termini di “normale” sociologia. C'è qualcosa che sta accadendo in tutto il mondo, qualcosa di nascosto e di terribile, che noi non siamo ancora in grado di interpretare. Sta accadendo sotto i nostri occhi, fa irruzione anche nei luoghi più tranquilli e nei momenti più inaspettati delle nostre vite; tuttavia, dopo la sorpresa ed il raccapriccio iniziali, scrolliamo le spalle e giriamo pagina. Tanto, si sa, il mondo sta diventando pazzo. Ma è proprio vero che lo sappiamo? E da quando il mondo è impazzito? Quando, precisamente, ha incominciato a impazzire ? Se andiamo indietro con la memoria, ci accorgiamo subito che fatti di violenza inaudita e, apparentemente, del tutto gratuita, commessi da persone assolutamente “normali”, qualche anno fa non accadevano. Non accadevano o i mass-media non ne parlavano ? Certo, non si può sottovalutare il ruolo giocato dai media, il loro sempre più accentuato interesse per il macabro, il morboso e il deviante: insomma, il fatto che essi svolgono, nei confronti del pubblico, quel ruolo che a fine ottocento, in Italia, fu interpretato dalla Scapigliatura e, in Francia, dai feuilletons alla Eguéne Sue: soddisfare le curiosità proibite di quella borghesia che, di giorno, voleva sentir parlare solo di buoni sentimenti, ma di notte sognava la trasgressione. E tuttavia, si tratta solo di questo? Il fatto che i media enfatizzino al massimo un certo tipo di cronaca nera, è sufficiente a spiegare tutto, ossia a persuaderci che, in fondo, certe cose sono sempre accadute e sempre accadranno ? Noi non lo crediamo. C'è qualcosa di nuovo nell'aria e non ha un buon profumo. Come le scie che lasciano gli aerei che solcano in continuazione i nostri cieli. Fino a qualche anno fa erano rare e, brevi e si dissolvevano in pochi istanti. Oggi sono frequentissime, disegnano in cielo fitte trame fantasmagoriche; sono lunghissime, tanto da allungarsi da un capo all'altro dell'orizzonte; e, cosa più inquietante di tutte, persistono a lungo prima di scomparire: a volte rimangono ben visibili per un tempo considerevole. Scie di condensazione, dicono gli “esperti”. Già, sicuro. Ma perché fino a pochi anni fa comparivano solo per un breve tratto dietro l'aereo in volo e si dissolvevano velocemente, tanto che, se non le si osservava subito, non si faceva neanche in tempo a vederle; mentre ora disegnano lunghi filamenti che sembrano quasi fatti di sostanza solida ? Quali gas contengono, quali sostanze, per produrre un simile effetto ? Chi, poi, si è preso la briga di controllare i tempi e i luoghi in cui si formano, pare sia giunto alla conclusione che gli aerei che le producono non possono essere aerei di linea, perché non seguono le normali rotte dell'aviazione civile. Aerei militari, allora ? E che genere di voli effettuano, quali sostanze rilasciano nell'aria ed a quale scopo ? Non volgiamo spingerci oltre; esistono ricerche sull'argomento e noi, che non siamo degli esperti, non vogliamo formulare ipotesi che potrebbero rivelarsi azzardate. Ma è certo che dall'insieme del fenomeno traspare qualche cosa di inquietante. Ma tutto ciò, per il momento, basti. È sufficiente aver richiamato il possibile collegamento fra scie chimiche, basi sotterranee e presenza aliena sul nostro pianeta, per formulare l'ipotesi che la recrudescenza di atti d'inspiegabile follia e di violenza gratuita, quale si sta verificando - a quel che sembra - negli ultimi anni, potrebbe essere almeno in parte l'effetto di un disegno deliberato. Non si è forse notato che, spesso, dopo aver commesso atti atroci e apparentemente inspiegabili, come la strage a freddo compiuta dal capitano a riposo Angelo Spagnolo, i loro autori appaiono stranamente svuotati ed apatici, come se avessero obbedito ad una suggestione ipnotica o come se fossero divenuti degli automi privi di discernimento morale, dei veri e propri zombies sotto l'influsso della magia nera voodoo ? Un disegno da parte di chi e volto a quale inconfessabile scopo ? Forse esiste un’élite occulta che, al servizio - forse inconsapevole - di forze non umane, sta programmando l'asservimento del genere umano e si sta servendo di esso per esperimenti batteriologici, chimici e psicologici. Forse, parte di questo disegno è anche la diffusione di programmi televisivi, film, musica leggera, libri e riviste che celebrano il sadismo, la necrofilia e l'orrore ed ai quali si abbeverano avidamente i nostri bambini, adolescenti e ragazzi; la diffusione massiccia di droghe pesanti; l'assuefazione all'alcool, alla sregolatezza sessuale, alla deresponsabilizzazione delle giovani generazioni; l'esaltazione di modelli sociali negativi, la competizione selvaggia, l'invidia, l'odio per l'onestà, la rettitudine e la competenza; l'avversione demoniaca al sacro; l'irrisione per tutto ciò che è buono e giusto; la negazione del mistero. Qualcuno dirà che, per spiegare le aberrazioni e la violenza cieca della nostra società, non occorre scomodare cospirazioni di sette sataniche, esseri di altre dimensioni e patti scellerati fra umani ed alieni; che la cattiveria dell'essere umano basta ed avanza. Può essere. Tuttavia non possiamo restar ciechi davanti al fatto che qualcosa o forse qualcuno, sta operando al fine di indurre gli esseri umani a dare il peggio di sé, liberando le proprie zone spirituali inferiori e inibendo quelle superiori. L'essere umano non è certamente una creatura angelica, ma nemmeno - di per sé - una creatura diabolica. Per renderla tale, occorre che le forze del Male si mobilitino con tutta la loro capacità di seduzione e con tutta la loro volontà di distruzione del nostro libero arbitrio. Forse, davvero, qualcosa sta accadendo, di cui stentiamo a divenire consapevoli, perché la nostra mente rifugge istintivamente dall'angoscia di dover prendere atto che molte delle certezze del nostro tran-tran quotidiano poggiano su basi d'argilla, mentre noi le credevamo di cemento armato. È duro prendere in considerazione l'ipotesi che coloro che dovrebbero informarci ci disinformino cinicamente e sistematicamente; che coloro che dovrebbero proteggerci ci usino come cavie per oscuri esperimenti; e, infine, che coloro che sembrano lavorare per il progresso della scienza, in realtà lavorano per un gigantesco piano di asservimento delle nostre vite e delle nostre menti. È estremamente duro; ma, forse, necessario. Dobbiamo trovare il coraggio di guardare in faccia la realtà e di reagire con la massima energia, prima che sia troppo tardi; prima che, a forza di assuefarci al male, all'assurdo, al patologico, finiamo per considerare tali aspetti come componenti “normali” della realtà. Quando ciò dovesse accadere, quando la follia divenisse davvero una componente ordinaria del nostro mondo, allora sarebbe realmente troppo tardi. Allora non saremmo più nient'altro che un gregge di pecore pronte per venir condotte al macello; oppure, per riprendere l'immagine usata in precedenza, dei miseri zombies senz'anima, costretti a ballare al suono di qualche malvagio Pifferaio Magico. |
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